Tra le crepe dei miei giorni
hai irrigato colore
tingendo di verde e di azzurro le fuggevoli ore.
La notte nel suo silenzioso dissolversi,
porta con se i tuoi baci
la profondità dei tuoi occhi smeraldo,
gli slanci e i silenzi,
la spina conficcata nel tuo cuore.
Libera la tua anima,
respira la tua vita.
Ti cedo l’ossigeno,
lo stesso che mi hai donato tu.
EVENTI CULTURALI, TESTI CLASSICI E INEDITI, FOTO, FILMATI: UN BLOG TUTTO DA LEGGERE, VEDERE, SCOPRIRE E.. SFOGLIARE!
Indirizzo e-mail: mailto:giu.cali69@gmail.com
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sabato 21 agosto 2010
martedì 13 luglio 2010
HO STELLE
Ho stelle,
nascoste e vinte.
Ho lune, cornici di cielo,
ho vernici e ricordi;
ho forme e colori;
ho tele di tempo
e nivee illusioni
Ho avuto cerchi e inondazioni,
rombi, cubi e destini avversi;
fortune effimere e praterie
Ho avuto continenti, sogni e fiumi infranti,
arcipelaghi e bagliori;
ho avuto fughe, rifugi, fiori e inferi.
Avrò tutto e nulla,
maree eterne e sorrisi intensi,
buio dentro e soffi di luce,
avrò la vita e la morte,
l’amore ed i suoi occhi.
nascoste e vinte.
Ho lune, cornici di cielo,
ho vernici e ricordi;
ho forme e colori;
ho tele di tempo
e nivee illusioni
Ho avuto cerchi e inondazioni,
rombi, cubi e destini avversi;
fortune effimere e praterie
Ho avuto continenti, sogni e fiumi infranti,
arcipelaghi e bagliori;
ho avuto fughe, rifugi, fiori e inferi.
Avrò tutto e nulla,
maree eterne e sorrisi intensi,
buio dentro e soffi di luce,
avrò la vita e la morte,
l’amore ed i suoi occhi.
lunedì 28 giugno 2010
UN FILO DI PITTURA
Ricamo un filo di pittura
per segnare il contorno della tua grandezza,
adagio la seta al colore dei tuoi baci.
Sulla tela del tempo
immortalo i tuoi sorrisi
che illumineranno
questo mondo stanco.
C’è il profumo dei fiori nei tuoi sospiri,
brillano smeraldi nei tuoi occhi,
si distende il cielo sulla tua pelle di giglio.
Ed io volo tra le nuvole dei tuoi seni,
mi libro nell’etere delle tue forme
e discendo sull’immensità del tuo grembo.
Tra le tonalità della tua voce,
sospendo gli oscuri presagi
di una vita che mi soffoca
come edera avvinta ad un fragile muro.
Stringiamo il nostro segreto
ai fremiti dei nostri corpi,
teniamo in uno scrigno eterno,
il ricordo scolpito dal sole.
Dalle mani sorgeranno attimi di stelle
colti dagli infiniti campi di un destino in evoluzione.
per segnare il contorno della tua grandezza,
adagio la seta al colore dei tuoi baci.
Sulla tela del tempo
immortalo i tuoi sorrisi
che illumineranno
questo mondo stanco.
C’è il profumo dei fiori nei tuoi sospiri,
brillano smeraldi nei tuoi occhi,
si distende il cielo sulla tua pelle di giglio.
Ed io volo tra le nuvole dei tuoi seni,
mi libro nell’etere delle tue forme
e discendo sull’immensità del tuo grembo.
Tra le tonalità della tua voce,
sospendo gli oscuri presagi
di una vita che mi soffoca
come edera avvinta ad un fragile muro.
Stringiamo il nostro segreto
ai fremiti dei nostri corpi,
teniamo in uno scrigno eterno,
il ricordo scolpito dal sole.
Dalle mani sorgeranno attimi di stelle
colti dagli infiniti campi di un destino in evoluzione.
mercoledì 2 giugno 2010
OLTRE LABILI PARETI
Oltre labili pareti
di rifugi improbi
ho proiettato una vita diversa.
La città muta,
riflessa su pozzanghere
ove la notte tace.
Tremule stelle
su tele d’infinito,
proietteranno la fine
di questo autunno perenne.
di rifugi improbi
ho proiettato una vita diversa.
La città muta,
riflessa su pozzanghere
ove la notte tace.
Tremule stelle
su tele d’infinito,
proietteranno la fine
di questo autunno perenne.
sabato 8 maggio 2010

Marco Ciriello e Maria Vittoria Trovato : “Odore di nafta nell’aria, nostalgie strette alle ringhiere”. Storie e volti di un lungo viaggio attraverso il “Grande Atlantico” a bordo di una nave cargo che attraversa l’oceano passando per l’America, l’Africa e l’Europa.
ChiRaku: I quattro elementi diventano forme essenziali e colori imprevedibili dagli effetti cangianti e craquele. Creazioni uniche e magiche fatte di Terra, Acqua, Aria e Fuoco.
Studiodeda: (sustainable design by networking) rete collaborativa di professionisti che operano in maniera sinergica secondo i principi della progettazione sostenibile.
BoBocs : Box Of Contemporary Space. È uno spazio esterno al circuito espositivo tradizionale. È il primo “artist run space” a Catania ufficialmente costituito. Un contenitore “crudo” e versatile, dove al suo interno le produzioni artistiche interagiscono a 360°.
Lelio Zuccalà: presenta il progetto “Ficudinia” che racconta la nostra isola nei suoi contrasti socio-antropologici. In una sequenza di immagini bianco nero si possono trovare realtà opposte l’una accanto all’altra senza giudizio, sospese ed eteree, in attesa di un’identità, una collocazione. Il lavoro mira a raccontare la spinosità di un fatto, un episodio, per poi svelarne dal dolcezza, proprio come la nostra pianta più rappresentativa.
NorisBunny: Coniglio Impertinente che capta ciò che gli sta intorno, lo rielabora e lo trasforma in Altro. Lo fa utilizzando il corpo e il mascheramento: insegue la gente, gli “blabla” in faccia, gioca con lo spettatore moltiplicandosi: Una serie di fotografie, in collaborazione con il fotografo siciliano Gaetano Belverde, tratta dalla performance “BlaBlaBla. Frasi Piene, Parole Vuote. Vittima di una Comunicazione non Comunicante”.
Giuseppe Severini: La scoperta pitagorica di relazioni numeriche esatte fra i suoni porta ad allargare l’indagine e a scoprire che analoghi rapporti sono fondamentali in geometria e astronomia. L’ipotesi è che tutto l’universo funzioni secondo un’unica legge di armonia.
Giuseppe Calì: la composizione di testo che racconta un viaggio “Lungo sentieri incantati”,
attraverso la musica e la voce.
Alessandro De Simone: il rapido sviluppo di internet e del web ha contribuito a modificare le abitudini di milioni di persone. Sempre più persone cercano nel web gli eventi più interessanti presenti in città. KeSiFa è un’innovativa applicazione web che permetterà a tutti di segnalare un evento in qualunque città d’Italia in pochi secondi.
LetteraVentidue: casa editrice, prescriverà ai giovani studenti di architettura e non solo, 60 miracolose compresse masticabili da assumere prima e dopo i pasti. “ Le pillole del Dott. Corbellini” di Giovanni Corbellini.
Luigi Nifosì: fotografo siciliano, presenta “L’incidenza del casuale nella fotografia aerea: quello che non pensavo di poter fotografare”.
giovedì 29 aprile 2010
DITE CHE LA GUERRA
Ditelo al mondo intero,
a reggimenti e battaglioni.
Dite loro che la guerra
È cancro e chimera.
Che le battaglie non si vincono mai,
che il sangue scorre
lungo gli argini della follia
fluendo impetuoso e impietoso.
Levate un ricordo più forte
dell’eternità,
più intenso di ogni attimo che fugge
e della celebrità.
Non basteranno mille giorni, né mille anni
A sedare il sibilo della fine.
E se chiederanno perché siamo morti,
dite per la gloria dei padri e i loro torti.
Per la luce dei figli, e un futuro carente di sbagli.
Spireremo indifesi
per una pace effimera,
ogni granata di vita
porterà con se
un oceano di respiri.
Avvolte dal buio,
speranze e contraeree
spareranno a salve.
L’uomo, istinto primitivo,
spazzerà via la Terra.
Se esseri mortali mi hanno potuto così cambiare
mi domando Dio cosa può fare…
Marcirà il grano,
sparirà il sole,
scorgo tetri responsi
nel cielo in tempesta.
Sarò il caduto di tutte le guerre,
il sacrificio eterno e definitivo.
E suoneranno trombe anche per gli sconfitti,
il silenzio intonerà le sue note anche per i falliti
e i diseredati: in morte e in guerra siamo tutti uguali.
Ho inseguito la vittoria,
tra raffiche di desideri.
Ora, non odo più nulla,
né boati, ne sirene.
Salperò presto
con la nave dei morti:
non salite con me,
siete ancora in tempo,
voi lo siete,
io no!
a reggimenti e battaglioni.
Dite loro che la guerra
È cancro e chimera.
Che le battaglie non si vincono mai,
che il sangue scorre
lungo gli argini della follia
fluendo impetuoso e impietoso.
Levate un ricordo più forte
dell’eternità,
più intenso di ogni attimo che fugge
e della celebrità.
Non basteranno mille giorni, né mille anni
A sedare il sibilo della fine.
E se chiederanno perché siamo morti,
dite per la gloria dei padri e i loro torti.
Per la luce dei figli, e un futuro carente di sbagli.
Spireremo indifesi
per una pace effimera,
ogni granata di vita
porterà con se
un oceano di respiri.
Avvolte dal buio,
speranze e contraeree
spareranno a salve.
L’uomo, istinto primitivo,
spazzerà via la Terra.
Se esseri mortali mi hanno potuto così cambiare
mi domando Dio cosa può fare…
Marcirà il grano,
sparirà il sole,
scorgo tetri responsi
nel cielo in tempesta.
Sarò il caduto di tutte le guerre,
il sacrificio eterno e definitivo.
E suoneranno trombe anche per gli sconfitti,
il silenzio intonerà le sue note anche per i falliti
e i diseredati: in morte e in guerra siamo tutti uguali.
Ho inseguito la vittoria,
tra raffiche di desideri.
Ora, non odo più nulla,
né boati, ne sirene.
Salperò presto
con la nave dei morti:
non salite con me,
siete ancora in tempo,
voi lo siete,
io no!
sabato 17 aprile 2010
VIAGGIO IN... TV
Spenta la tv, cala il sipario sulla divertente esperienza televisiva che si aggiunge a quella dei recital e del teatro. Scorci di me su una tv nazionale, attimi di effimera celebrità, immortalati nel turbinio delle telecamere. Che come grilli elettrici saltavano di viso in viso, cogliendo espressioni più o meno spontanee. Peccato che alcuni concetti espressi da concorrenti emozionati siano finiti negli inesorabili tagli del tutto perfetto, della trasmissione montata a puntino per divertire e sorprendere. Le idee di Giordano Bruno e quelle, un po’ “titubanti” di Lorenzo il magnifico. Non c’è posto per la cultura in tv, non diverte e non intriga. Ma come per ogni fiore, per ogni attimo che colgo dal giardino della mia vita in fuga, ho potuto sorbire la bellezza indescrivibile di sinuose dee che sfilavano in un turbinio di colori e stoffe velate. Ho potuto gustare il buon sano rapporto umano, l’affiatamento, la solidarietà e l’affetto, sorto dall’unione di un gruppo. Un gruppo di persone che si ritrovavano per la prima volta, persone da tutta la penisola, corse ad agguantare un sogno e una realtà. E’ questo il mistero o forse l’essenza del viversi tutto. Persone fantastiche, amici per due giorni o per la vita. I baci e le carezze sfuggenti prima della partenza, i sospiri e i fremiti intensi al rientro. Ecco le più belle parentesi che potessero incorniciare tale avventura. E nei ricordi, il topo che si aggirava dietro le quinte del programma, il singhiozzo del conduttore, l’esplosione del tubo e l’allagamento dello studio televisivo, questo ed altro e non la stanchezza, non gli imprevisti, non le realtà celate della tv scoperte, nulla di tutto questo rimane forse, ma un'unica grande memoria di attimi univoci e densi fluiti come fiume.. lungo gli argini di questa vita appesa ad un soffio. Grazie a tutti!
Dal diario estemporaneo, testi riportati senza correzione e/o aggiunte:
07/04, ore 13.10 circa
Aeroporto con brivido! La navetta bus, ha tardato, una fila incredibile e sciarpa e occhiali che stavano per sparire: come inizio non c’è male!
E cmq inizia questa avventura, che spero di descrivere da adesso fino alla fine.
Fiuu che sudata!
UN TOPO A MEDIASET
07/04 sera.
Arrivato in aeroporto, gente simpatica: un’astrologa, un professore e una bella ragazza. A proposito di bellezza, c’è semplicemente da perdersi, ve ne è un oceano ed io ci naufrago!
Bonolis è simpatico, il regista no! Pare di essere tornato ai tempi del militare, quando ti mettevano in fila e ti portavano da un posto all’altro. Ho scansato la prova del genodrome, anche detta “Banzai”! Vedremo per quella di coraggio. Tra gli avversari: maghi, astrologi, donne sposate con “ufo”, ari krishna, buddisti e tanto altro. Colori, follia e tante bellezze anche di là. Dipingerò diverse ninfe e qualche dea.
La prima emozione forte: una delle ragazze della mia fazione, con un intimo da lasciare senza respiro, e accanto a lei altre regine di bellezza e sensualità: oh, adoro nuotare in questo mare!
Pausa cena
Mi hanno cambiato il numero per colpa del regista, avevo accanto una bella ragazza e anche simpatica. Dal 14 al 50, che perdita! Alla destra nessuno, alla sinistra una signora simpatica, ma abbastanza in là con l’età, che delusione!
Dal diario estemporaneo, testi riportati senza correzione e/o aggiunte:
07/04, ore 13.10 circa
Aeroporto con brivido! La navetta bus, ha tardato, una fila incredibile e sciarpa e occhiali che stavano per sparire: come inizio non c’è male!
E cmq inizia questa avventura, che spero di descrivere da adesso fino alla fine.
Fiuu che sudata!
UN TOPO A MEDIASET
07/04 sera.
Arrivato in aeroporto, gente simpatica: un’astrologa, un professore e una bella ragazza. A proposito di bellezza, c’è semplicemente da perdersi, ve ne è un oceano ed io ci naufrago!
Bonolis è simpatico, il regista no! Pare di essere tornato ai tempi del militare, quando ti mettevano in fila e ti portavano da un posto all’altro. Ho scansato la prova del genodrome, anche detta “Banzai”! Vedremo per quella di coraggio. Tra gli avversari: maghi, astrologi, donne sposate con “ufo”, ari krishna, buddisti e tanto altro. Colori, follia e tante bellezze anche di là. Dipingerò diverse ninfe e qualche dea.
La prima emozione forte: una delle ragazze della mia fazione, con un intimo da lasciare senza respiro, e accanto a lei altre regine di bellezza e sensualità: oh, adoro nuotare in questo mare!
Pausa cena
Mi hanno cambiato il numero per colpa del regista, avevo accanto una bella ragazza e anche simpatica. Dal 14 al 50, che perdita! Alla destra nessuno, alla sinistra una signora simpatica, ma abbastanza in là con l’età, che delusione!
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